IL SISTEMA MARIELLA/THE MARIELLA SYSTEM, 27x20x3,5 cm (chiuso) 27x40 cm (aperto), 2020

IL SISTEMA MARIELLA, libro d’artista di Mariella Bettineschi.

 

Il libro è composto da un cofanetto in cartonato oro, contenente 5 immagini di 25,5x18x0,1 cm (3 Ritratti+ 1 Biblioteca+ 1 Natura del ciclo L’era successiva), ognuna avvolta in un foglio di acetato opalino e precedute da un quartino in oro con il testo "IL SISTEMA MARIELLA" di Francesca Pasini, e chiuse da una breve biografia dell’artista, dalla sua firma e numerazione di ogni copia.

Il cofanetto porta su entrambi i versi, stampato a caldo in argento: 

Mariella Bettineschi

IL SISTEMA MARIELLA

Francesca Pasini 

 

Il libro misura: 27x20x3,5 cm (chiuso) 27x40 cm (aperto). 

E’ stato realizzato nel settembre 2020. 

E’ prodotto in 18 copie +2 AP.

Il Sistema Mariella

Francesca Pasini

 

 

Perché gli occhi sono tagliati? Cos’è questa luce radente? Dove comincia, l’era successiva?

Domande che passano da una donna all’altra. E poi vanno a finire in un bosco. 

Sembra la trama di un giallo. Invece è il Sistema Mariella, dove tutto serve: ago, filo, pittura, fotografia, carta trasparente. Tutto è disegno. Tutto è luce.  

E’ una narratrice dell’era successiva, che Anna Maria Ortese le ha insegnato a cercare.

Guardando le donne di Leonardo, Raffaello, Caravaggio, decide. - Taglio i loro occhi e li raddoppio, così aggiungo un’era. La mia? Da bambina volevo dipingere e l’ho fatto, da sola, con testardaggine. Mia mamma diceva: fai quello vuoi, ma basta a te stessa, solo così sarai libera -. 

 

Nella Dama con Ermellino, nella Fornarina, in Giuditta ha visto uno sguardo che voleva per sé. Ha raddoppiato gli occhi, così c’erano anche i suoi. - Anche i miei?  - Sì . 

Per un anno ho scrutato i piumari, i vestiti di vetro, i ricami, i quadri veri e propri, le fotografie, i libri, gli innumerevoli disegni. Hanno un respiro veloce: sono incisi, completi, ma sembrano già sul punto di andarsene. E gli occhi raddoppiati, incastonati, cosa guardano?

 -L’era successiva – dice Mariella.  

E’ successiva perché succede negli occhi di tutte. Il Sistema Mariella è rivolto alle donne e tende a impastare ciò che si vive e ciò che si capisce, peraltro mai del tutto. Per questo si chiama enigma. Gli occhi, che Mariella ha donato alle donne più famose del mondo dell’arte, non aumentano l’enigma. Anzi, avvertono che è finito. Parole e immagini non sono più firmate da creatori neutri/maschili, ma da donne o uomini.

Leonardo, Raffaello, Caravaggio avevano tradotto la relazione con le donne nell’enigma della bellezza divina. Mariella con un taglio preciso, non violento, introduce una donna terrena. 

Per centinaia d’anni artisti geniali l’avevano mascherata, attraverso la spiritualità del corpo pittorico. Ma loro sapevano, e hanno lasciato tracce. 

Gli occhi raddoppiati e incastonati nella storia, dal Sistema Mariella, invitano a scoprire quelle tracce. 

 

Raffaello ha impresso a Fornarina un leggero strabismo, col quale cattura il lampo degli occhi di Lei mentre guarda quelli di Lui, e contemporaneamente quelli di Raffaello che fissano Fornarina. 

Il raddoppiamento della complicità. Soprattutto, una sincronia che normalmente avviene tramite uno specchio. C’è anche il guizzo dell’attrazione. Raffaello è insuperabile nel farcelo immaginare, quasi mai si riesce a vederlo, a meno che, appunto, uno specchio fortunosamente lo catturi. Il cinema a volte ci riesce. 

Il Sistema Mariella interferisce con quello strabismo sovrapponendo nella palpebra occhi uguali, leggermente più sottili, ed è istintivo immaginare che siano dell’altro. Prima di tutto delle donne, che si sono assunte il compito di usare i propri per leggere la Storia e la Pittura, aggiungendo uno sguardo che prima non c’era: non è mai neutro, né quando lo si riceve, né quando lo si rivolge.

 

Il Sistema Mariella taglia in due il racconto dell’Uno (Dio-Padre-Pittore) e lo fa direttamente sul quadro. La fotografia, non falsifica l’origine, è un sistema interpretativo in cui il bianco e nero è metafora del punto zero della memoria e del disegno, ed è lì che Mariella disegna il doppio sguardo di tutte e tutti. 

Il foglio bianco da cui partire per Mariella è sempre una visione. In questo libro ne aggiunge uno di carta da lucido che diventa simbolo delle espressioni primarie dei viventi: vedere, scrivere, leggere, costruire.

E così ci porta nel bosco. La luce radente crea vuoti accecanti. Non hanno a che fare con l’atmosfera, ma con gli occhi.  Non raccontano cambiamenti climatici, ma gli choc della conoscenza. 

A volte, in un bosco, una sottile lama di sole ci sembra immensa, non perché non la sappiamo misurare, ma perché, tra i rami e il sole, immaginiamo una parentela che normalmente attribuiamo a uomini, donne e talvolta agli animali, domestici. Il mondo vegetale è troppo spesso una massa indistinta, su cui agire senza attenzione. Allora quella luce, anche piccola, si dilata e - come nella fotografia di Mariella - assume l’ammaliante forma di un veicolo che si sposta con l’aria, improvvisamente addensata dalla luce. Dietro la fotografia, stampata su plexiglas, c’è uno specchio che, riflettendo la luminosità della stanza, ci fa letteralmente camminare nel bosco. 

- Come lo specchio che mi sono immaginata guardando la Fornarina?  Un riflesso dell’era successiva -? Forse. E’ comunque il modo con cui aggiungo i miei occhi - lo faccio sempre, in questo caso, mi dicono come mettere insieme Mariella e Raffaello - . 

 

Anche in una biblioteca si può perdere il sentiero e allora bisogna attraversare il vuoto. Veri choc che il Sistema Mariella trasforma in una luce ipnotizzante. Porta all’uscita? E un miraggio? Lo specchio dietro le fotografie acuisce la mobilità temporale, affettiva, tipica della lettura.

In una biblioteca c’è anche il peso di miliardi di parole. Come diceva Troisi – A scrivere sono milioni, a leggere sono da solo -. Il Sistema Mariella non dimentica la censura e la disuguaglianza che attraversa le ere. Così muri, pareti, scaffali, archi, porte polverizzati dalla luce alludono sia a questa disparità, sia al taglio di rami e tronchi. Non a caso, sono termini che si usano sia per gli alberi, sia per il sapere. Ecco il nesso che tiene insieme boschi e biblioteche. 

 

I fogli di carta da lucido che inframmezzano le immagini e le parole di questo libro, sono, invece, il segno dell’opacità che interagisce con la conoscenza. Nella vita succedono addensamenti che impediscono di distinguere visioni, emozioni che si sono sovrapposte. Quando si individua un punto di trasparenza ridiventano nitide, e allo stesso tempo l’opacità acquista un segno che può aiutarci a ripercorrerle. Proprio come “le dame, i cavalier, l’armi, gli  amori, i boschi, le biblioteche”  di Mariella Bettineschi.

 

 

Camogli 13 luglio 2020